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Chambonas in Ardèche

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Chambonas

Vista di Chambonas Chambonas è un comune francese situato nel dipartimento dell'Ardèche, nella regione Alvernia-Rodano-Alpi. Conta circa 250 abitanti ed è situato vicino alla città di Les Vans. Chambonas è nota per il suo patrimonio storico, in particolare per il suo castello medievale del XIV secolo, classificato come monumento storico. Il comune sorge inoltre vicino al fiume Chassezac, che offre la possibilità di nuotare, pescare e fare canoa-kayak. Chambonas è una meta ideale per coloro che cercano la tranquillità e la bellezza dei paesaggi naturali dell'Ardèche.

Il villaggio di Chambonas si trovava un tempo nella parte dell'Uzège che, durante la Rivoluzione francese, fu annessa al dipartimento dell'Ardèche insieme alla città di Les Vans. Ci troviamo in una regione in cui storicamente si sono intrecciate forti relazioni primordiali con il Mediterraneo e il Velay, e in cui il legame con il Rodano ha sempre giocato un ruolo secondario. È stata soprattutto l'attrazione verso Aubenas, in particolare durante l'epoca della seta, a determinare l'annessione all'Ardèche e, di conseguenza, all'attuale regione Alvernia-Rodano-Alpi. Tuttavia, qui si respira un'atmosfera tipica della Linguadoca, come in nessun altro luogo del dipartimento.

Una strada, una famiglia, un castello. Chambonas potrebbe benissimo chiamarsi "Chambonas-le-Château", tanta è l'imponenza della mole che domina il villaggio. Si arriva in paese attraversando un ponte, la cui prima versione fu edificata dai monaci benedettini di Saint-Gilles nell'XI o XII secolo. È importante distinguere attentamente questo monastero dal grande priorato che l'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme (in seguito Ordine di Malta) possedeva nella stessa città. Nel 1208, Papa Innocenzo III affidò ai benedettini di Saint-Gilles, tra le altre, le chiese di Les Assions, Malbosc, Saint-André-de-Cruzières, Les Vans, Saint-André e Saint-Loup-de-Villefort. Per quanto riguarda la chiesa di Chambonas, essa fu inizialmente ceduta ai canonici di Saint-Ruf di Avignone e, sempre nel 1208, ai monaci di Saint-Gilles.

Chiesa I benedettini cercavano di raggiungere il più rapidamente possibile Le Puy-en-Velay attraversando il Chassezac. Più a monte, il ponte medievale de La Pondère, situato tra Les Salelles e Gravières, non era altro che una semplice asse di legno che conduceva a una pianura alluvionale. Le greggi in transumanza attraversavano il fiume al guado di Maisonneuve, dove tra il 1759 e il 1766 fu poi costruito un vero e proprio ponte. Il ponte di Chambonas, eretto sotto la direzione del monastero di Saint-Gilles, non prevedeva alcun pedaggio e, in caso di distruzione a causa di una piena, poteva essere temporaneamente sostituito da un guado. L'obiettivo principale era soprattutto quello di evitare la lunga deviazione per Maisonneuve.

È evidente che la presenza del castello sia strettamente legata a questo importante punto di passaggio. Tuttavia, il territorio non vantava alcuna potente casata nobiliare: l'Uzège e il Gévaudan ricadevano sotto la sovranità dei lontani conti di Tolosa; a nord dominavano i Châteauneuf-de-Randon e, successivamente, i Polignac. Ma a Chambonas stessa, i signori erano quelli di Naves, i quali già nel 1273 (ben prima dell'annessione definitiva della chiesa di Viviers al regno di Francia o della fondazione di Villeneuve-de-Berg) avevano stipulato un trattato di "paréage" (condivisione dei diritti) con il re di Francia Filippo III l'Ardito. Il signore di Les Vans non era altri che il priore. L'abbazia di Saint-Gilles, dal canto suo, si era già posta sotto la protezione dei Capetingi fin dal XII secolo.

Porta della chiesa Sembra probabile che il castello sia stato fondato dai cosignori de La Garde-Guérin, preoccupati senza dubbio di proteggere al meglio l'accesso al loro pedaggio. Il membro più antico a noi noto è Raymond, signore de La Garde-Guérin a partire dal 1237. Egli aveva sposato Sibille de Beauvoir du Roure, esponente della famiglia che in seguito avrebbe posseduto Banne, Barlac, Largentière e molti altri feudi. Sono noti anche Jaules e Jourdain de la Garde, i quali nel 1240 prestarono omaggio a re Luigi IX per i loro possedimenti a Chambonas e Vompdes. Si ha notizia di un altro Jourdain de la Garde nel 1330 e poi di un Jaucelin che, il 6 aprile 1366, viene citato come signore di Chambonas. Poiché la famiglia dei signori principali di Naves risiedeva nel Gévaudan, dovettero affidare alla famiglia La Garde la sorveglianza del ponte. Nel XV secolo, i La Garde strinsero alleanze matrimoniali con i piccoli signori del vicinato: i Montjeu di Chassagnes, i Fraissinet di Fontanes nel Gévaudan e i Castrevieille di Jaujac. Per quanto riguarda il XVI secolo, lo storico Mazon menziona un Guy de la Garde di Chambonas, scudiero e luogotenente del siniscalco di Provenza, che nel 1550 pubblicò una "Storia e Descrizione della Fenice" dedicata a Margherita di Francia, sorella del re Francesco I.

L'ascesa al potere della famiglia è stata ben evidenziata da Jacques Schnetzler, il quale la ricollega all'esistenza della mulattiera che collegava Les Vans a Laveyrune e, da lì, a Le Puy. Saint-Gilles intratteneva relazioni con l'Oriente fin dai tempi delle Crociate; inoltre, le carovane di muli trasportavano verso l'alto il vino e l'olio delle pianure, per poi scendere a valle cariche di legname e foraggio. È probabile che i trasporti su carro abbiano raggiunto Les Vans in epoca precoce. La ricchezza dei La Garde si fondava sul possesso dei mulini lungo il Chassezac e i suoi affluenti (che nel 1710 rappresentavano il 10% delle loro entrate) e sulla proprietà di numerose locande a Les Vans, Chambonas, Les Salelles e Peyre (importante crocevia tra le strade di Lablachère e Les Vans). A questo si aggiungeva lo sfruttamento di numerose tenute e fattorie dislocate lungo l'intero percorso: da Chambonas (in particolare le terre di Fontgamier, le cui acque alimentano tuttora le fontane del castello) fino a Les Salelles, Thines, Montselgues, Saint-Laurent-les-Bains, Laveyrune e persino Sampzon. I La Garde avevano inoltre acquistato da diverse comunità i lucrosi diritti di "canetage" (misurazione dei cereali) e di "couratage" (misurazione del vino). Acquistarono infine vasti boschi che consentivano l'attività venatoria e, soprattutto, la redditizia vendita di legname da costruzione.

Arrivo a Chambonas L'importanza di questa via di comunicazione alla fine del Medioevo e nelle epoche precedenti si spiega con l'inesistenza di una rotta commerciale lungo il Rodano, contesa tra il Regno di Francia e il Sacro Romano Impero fino al XIV secolo e preclusa dagli Stati Borgognoni fino alla fine del XV secolo. Re Carlo VII istituì a Les Vans due fiere: una di otto giorni a partire dal 21 agosto e un'altra di due giorni fissata per l'8 novembre. Quest'ultima scomparve presto a favore della fiera di San Tommaso del 21 dicembre. Nonostante ciò, la via Régordane (GR®700), ovvero il cammino da Saint-Gilles a Le Puy-en-Velay, cedette progressivamente la sua importanza all'asse del Rodano. Il percorso da Chambonas a Peyre si diresse da allora verso Petit-Paris e da lì verso Saint-Laurent-les-Bains; questa via, esclusivamente mulattiera, divenne la strada del vino delle pianure e dei cereali della Montagna e del Velay.

Il ponte sul Chassezac Fu proprio lungo questo cammino che, tra il XVI e il XVII secolo, i La Garde costruirono la loro fortuna. Jacques Schnetzler avanza un'ipotesi audace: essendo Les Vans una città a maggioranza ugonotta (protestante), mentre i signori del Basso Vivarais e della valle del Rodano appartenevano prevalentemente alla fazione cattolica, la via di Chambonas potrebbe aver rappresentato il collegamento essenziale tra i Riformati di Privas (nella regione dei Boutières) e i loro correligionari del Sud. In tal caso, la motivazione religiosa avrebbe soppiantato quella economica, una prospettiva decisamente affascinante per un'antica via tracciata in parte dalle abbazie. In un primo momento, i La Garde si schierarono dalla parte dei Riformati: Antoine de la Garde fu un valoroso capitano ugonotto che nel 1585 conquistò Arlempdes, ne imprigionò il capitano Louis de Goys e difese la roccaforte contro gli assalti di Saint-Vidal (capo della Lega Cattolica di Le Puy), ma finì per essere assassinato dagli stessi abitanti del villaggio. La data esatta e le circostanze in cui la famiglia abiurò la fede protestante rimangono sconosciute.
Ardèche, terra di castelli. Di Michel Riou. Pubblicato da La Fontaine de Siloé.

Il Ponte Medievale e il Castello

Il ponte di Chambonas è il più grande ponte medievale del dipartimento dell'Ardèche. Il castello di Chambonas, risalente ai secoli XVI e XVII, abbaglia i visitatori con le cinque terrazze a gradoni del suo parco alla francese, progettato a metà del XVIII secolo. La chiesa romanica (inizio del XIII secolo) vanta una ricchezza iconografica straordinaria. Il castello di Chambonas non è aperto alle visite del pubblico. Della sua origine medievale, questo castello conserva cinque imponenti torri coperte da tetti in tegole smaltate. Edificato su un basamento roccioso a poca distanza dal fiume Chassezac, fu oggetto di successive campagne di ammodernamento durante il XVI e XVII secolo. Sotto il regno di Luigi XIV, l'aggiunta di un portale d'ingresso e la creazione di un giardino alla francese affacciato sulle rive del Chassezac trasformarono l'austera dimora medievale in una magnifica residenza di piacere.