Prendere la D906 in direzione Langogne fino a Rogleton, poi svoltare a destra sulla D154 in direzione Pranlac, superando Laveyrune e il ponte sull'Allier. Ritornare sulla D906 per raggiungere Luc, dove girare a destra. Dopo aver attraversato il ponte sull'Allier, svoltare a destra sulla D19 per raggiungere il Col du Bez, passando per Huédour, Saint-Étienne-de-Lugdarès e Masméjean. Al Col du Bez, girare a sinistra sulla D239 in direzione La Chavade, attraversando il Col du Pendu e Bel-Air. Svoltare a sinistra sulla N102 verso Jammes, all'ingresso di Lanarce. Da lì, prendere la D108 a sinistra in direzione Lespéron, seguendo il fiume Espezonnette. Svoltare a sinistra sulla D492 fino all'incrocio con la D392, poi prendere quest'ultima a sinistra per raggiungere Le Plagnal passando per Saint-Alban-en-Montagne. Svoltare a destra sulla D292 verso Le Cellier-du-Luc, via Croix-Neuve. Proseguire a sinistra sulla D192 verso Luc, via Lembrandès, poi unirsi alla D906 verso La Bastide, passando per Pranlac, Laveyrune e Rogleton.




Distanza: 76,8 km. Altitudine massima: 1428 m. Altitudine minima: 932 m. Dislivello complessivo: 888 m.
Mappe IGN: Langogne (2737E). La Bastide-Puylaurent (2738E). Lago Issarlès Thueyts Sorgenti della Loira (2837OT). Largentière la Bastide-Puylaurent Vivarais Cévenol (2838OT).
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La catena montuosa dell'Ardèche, che culmina intorno ai 1.500 metri con cime emblematiche come il Mont Gerbier-de-Jonc, sorgente della Loira, è una regione caratterizzata dalle sue formazioni vulcaniche, chiamate "sucs". Attira gli amanti della natura e delle attività all'aria aperta: escursioni e scoperta dei paesaggi in estate, sci di fondo e ciaspolate in inverno. Questa regione ospita una fauna e una flora variegate, adattate al rigido clima montano, che influenza anche la sua architettura tradizionale. La cultura locale è ricca di tradizioni, con prodotti tipici come mirtilli, castagne e formaggi locali. L'autenticità delle montagne dell'Ardèche, il suo patrimonio agricolo e il suo carattere preservato ne fanno una destinazione unica e senza tempo.
La regione del Gévaudan, che comprende parte dell'attuale massiccio dell'Ardèche attorno a Saint-Étienne-de-Lugdarès, si distingue per i suoi paesaggi selvaggi, il suo patrimonio rurale e un evento significativo: la storia della Bestia del Gévaudan. Storicamente, il Gévaudan, che corrisponde all'attuale Lozère e parte dell'Ardèche, è un territorio di altipiani e montagne con condizioni di vita dure. Influenzata da varie signorie e dalla Chiesa, la regione medievale era organizzata attorno a villaggi agricoli come Saint-Étienne-de-Lugdarès, dove gli abitanti vivevano principalmente di bestiame e di colture adatte al clima montano. Tra il 1764 e il 1767, la regione fu colpita da attacchi mortali attribuiti a una creatura soprannominata la "Bestia del Gévaudan". Questa creatura, descritta come un animale vicino al lupo ma di dimensioni impressionanti, uccise molte persone, soprattutto nella Lozère ma anche vicino a Saint-Étienne-de-Lugdarès, seminando il panico nei villaggi isolati. Sebbene i cacciatori reali fossero stati inviati per abbatterlo, l'identità esatta della Bestia non fu mai confermata, lasciando un mistero che alimenta ancora oggi la leggenda.
Il castello di Luc, situato nella Lozère e arroccato su uno sperone roccioso che domina la valle dell'Allier, è testimone dei tempi ricchi del Gévaudan, antica provincia francese teatro di numerosi conflitti storici. Costruito tra il VI e il X secolo, apparteneva ai signori di Luc, alleati della casata di Joyeuse. L'imponente fortezza, con il suo mastio quadrato, le torri e le cortine, svolgeva un ruolo strategico di difesa sulla strada della Régordane, importante asse tra la Linguadoca e l'Alvernia. Nel corso dei secoli il castello fu al centro di grandi eventi: guerre feudali, crociate, conflitti religiosi e l'assedio dei Camisardi nel 1703. I suoi signori, famosi per valore e pietà, erano potenti e rispettati, offrendo protezione ai pellegrini e ai bisognosi. Nel XVI secolo le guerre di religione tra cattolici e protestanti lasciarono un segno profondo nel castello; subì la distruzione sotto Richelieu nel 1630, perdendo la sua funzione militare, per poi cadere gradualmente in rovina. Tuttavia, nel 1878, nel suo mastio furono installate una cappella e una statua della Vergine, trasformando il luogo in un meta di pellegrinaggio. Classificato monumento storico nel 1986, il castello di Luc ha iniziato un nuovo restauro grazie ad un'associazione di volontari, preservando così questa preziosa vestigia del patrimonio feudale e religioso del Gévaudan.











