Il giro della diga di Puylaurent sul Chassezac
Distanza: 44 km. Altitudine massima: 1 182 m. Altitudine minima: 842 m. Dislivello cumulativo: 781 m.
Mappe IGN: La Bastide-Puylaurent (2738E). Largentière La Bastide-Puylaurent Vivarais Cévenol (2838OT).
Prendere la D6 costeggiando il fiume Allier via Les Huttes, Masméjean, Chabalier e Chasseradès. All'ingresso di Chasseradès, svoltare a sinistra sulla stradina in direzione di Puylaurent per 1,2 km fino a Grossefage e prendere la stradina a destra via Chadepeau, la Croix du Clas e La Fare. Oltrepassare il ponte sul Chassezac a Prévenchères e svoltare due volte a sinistra verso Puylaurent e Chasseradès. 1,7 km dopo Puylaurent, svoltare a destra in direzione di Les Gouttes e La Bastide-Puylaurent fino all'ingresso di Le Thort all'altezza del Dolmen. Prendere la stradina in discesa a destra che si ricongiunge alla D906. Svoltare a destra sulla D906 per 1 km e svoltare due volte a sinistra sulla vecchia strada abbandonata (ex D906) fino alla rotonda di Pradillou. Svoltare a sinistra scendendo verso La Bastide-Puylaurent.
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Chasseradès è un antico comune che ha saputo conservare intatto il suo fascino rurale e il suo prezioso patrimonio storico. Le sue pittoresche case in pietra, spesso coperte da tetti in lauze (pietre piatte locali), sono tipiche dell'architettura della Lozère. Il villaggio vanta inoltre una chiesa del XII secolo dedicata a San Biagio. Questo magnifico edificio romanico è un bell'esempio dell'architettura religiosa della regione ed è stato restaurato nel corso dei secoli conservando il suo carattere medievale. Il paese è celebre anche per il suo imponente viadotto ferroviario, originariamente costruito per la linea della ex Compagnie del Midi, che collega Clermont-Ferrand a Nîmes. Il viadotto di Chasseradès, con le sue maestose arcate, costituisce un'impressionante testimonianza dell'ingegneria del XIX secolo.
L'etimologia del nome Prévenchères risale al Medioevo. Il nome è associato alla storia ecclesiastica della regione, un tempo dominata dall'Abbazia di Saint-Gilles. La prima menzione conosciuta di Prévenchères, sotto la forma «Sancti Petri de Prevencheriis», si ritrova in una bolla di papa Callisto II del 1119, che confermava i possedimenti dell'abbazia di Saint-Gilles. Il nome potrebbe pertanto derivare dalla presenza di un priorato o di una chiesa dedicata a San Pietro (Sancti Petri) nella regione. Nel corso del tempo, il nome si è evoluto nell'attuale Prévenchères. Immerso nel cuore verde della Lozère, Prévenchères si erge come una sentinella del tempo, con le sue radici profondamente ancorate nella storia medievale. La via Régordane, cammino di mercanti e pellegrini, attraversava queste terre collegando Le Puy-en-Velay a Saint-Gilles-du-Gard, teatro delle celebri imprese di Guglielmo d'Orange e luogo di passaggio per coloro che si recavano alla tomba di Saint-Gilles o verso la Vergine Nera del Puy.
Nel cuore di Prévenchères, il passato giudiziario riprende vita all'ombra di un maestoso tiglio secolare, sotto le cui fronde fruscianti i giudici amministravano la giustizia. Non si tratta di un semplice albero, ma di un simbolo di giustizia e comunità, che si dice fu piantato da Sully per celebrare la nascita del futuro Luigi XIII. Il suo tronco massiccio e i suoi rami distesi hanno visto scorrere le stagioni e i secoli, restando un punto di incontro incrollabile per gli abitanti. A due passi si innalza l'antica chiesa del XII secolo, un gioiello dell'arte romanica, la cui volta a botte ogivale fu ricostruita nel XVII secolo. Il coro, cuore pulsante dell'edificio, è un tripudio di sculture in granito, dove ogni dettaglio è una preghiera pietrificata. Le chiese vicine, come quelle di La Garde-Guérin o Puylaurent, condividono questo stesso linguaggio architettonico, un dialetto di granito e fede che unisce la regione in una fratellanza silenziosa. L'edificio è profondamente segnato dalle guerre di religione; se ne trovano le tracce sulla parete settentrionale della navata, dove recenti lavori di restauro hanno portato alla luce le decorazioni architettoniche originali.