Accoglienza a La Bastide-Puylaurent: Un rifugio fuori dal tempo
Il punto di partenza ideale di questa avventura si trova a La Bastide-Puylaurent, un piccolo villaggio arroccato a 1.024 metri di altitudine sulla linea dello spartiacque. È proprio qui che la pensione L'Étoile, un imponente edificio degli anni '20, impone fin da subito la sua singolare ospitalità e il suo fascino d'altri tempi.
Philippe, il padrone di casa e autentico giramondo, ridefinisce l'arte dell'accoglienza con una semplicità disarmante e un calore umano raro. Attorno a una grande e generosa tavola dove si intrecciano le lingue di escursionisti giunti da tutta Europa, il pane croccante impastato e cotto in casa accompagna un vino caldo del sud delle Cévennes che scioglie le lingue dopo la fatica.
In questa vasta tenuta che domina le acque limpide e cantanti dell'Allier, ogni camera, spaziosa e luminosa, offre un ritiro pacifico cullato dal mormorio del fiume. Nelle mani del vostro ospite riposa un voluminoso raccoglitore, vera e propria bibbia dei sentieri locali frutto di decenni di esplorazioni, che promette fughe su misura al crocevia tra l'Ardèche, l'Alta Loira e la Lozère.
A soli cinquecento metri dal villaggio, il limitare della foresta si apre, sprigionando il profumo inebriante della terra umida, dell'humus e dei funghi porcini freschi. È un ambiente incontaminato, una quiete assoluta a volte interrotta dalla fuga silenziosa di un capriolo aggraziato o dal trotto pesante di un cinghiale tra i cespugli.
Sul Cammino di Stevenson: Foreste profonde e cieli immensi
L'avventura inizia veramente sulle tracce storiche dello scrittore scozzese Robert Louis Stevenson e della sua asina Modestine, seguendo il mitico Cammino di Stevenson (GR®70). L'itinerario parte dapprima sui dolci pendii del Moure de la Gardille, sfiora le sorgenti nascenti e misteriose dell'Allier, prima di tuffarsi verso la verdeggiante valle del Chassezac a Chasseradès. Il passaggio sotto le vertiginose arcate in pietra da taglio del viadotto di Mirandol segna l'inizio di un'aspra ma magnifica ascesa verso la montagna del Goulet. Attraverserete poi la fitta foresta demaniale di L'Estampe, un mare di conifere scure che fu un tempo l'antico feudo del barone Guillaume Périer. L'aria qui è frizzante, carica dell'essenza di pini e abeti.
Il sentiero inizia poi una lunga discesa panoramica attraverso la pittoresca frazione di Les Alpiers. Di fronte all'orizzonte, l'imponente massiccio del Mont Lozère si erge con tutta la sua mole granitica sopra la valle del Lot, coronato da nuvole passeggere. Questi ventotto chilometri di sforzo, a volte impegnativi per i polpacci, sono ampiamente ricompensati dalla cruda bellezza di un mosaico di paesaggi che alternano lande selvagge punteggiate di ginestre dorate, campi di erica purpurea e pascoli d'alta quota di un verde brillante, prima di trovare un riposo ristoratore a Le Bleymard.
Il Mont Lozère e Le Pont-de-Montvert: Alle sorgenti della storia dei Camisardi
Il giorno successivo, la salita verso la stazione del Mont Lozère attraverso il Col du Santel (con i suoi 400 metri di dislivello positivo) prepara all'apoteosi minerale dell'escursione: la cima di Finiels. A 1.699 metri di altitudine, in mezzo a un caos di blocchi di granito plasmati dai millenni, il vento spazza un eccezionale panorama a 360 gradi dove i crinali delle Cévennes ondulano all'infinito sotto il cielo, come un oceano congelato. Nelle giornate limpide, lo sguardo si spinge fino al Mar Mediterraneo e alla catena delle Alpi. La discesa inizia poi attraverso pietraie e sorgenti cristalline, conducendo direttamente al cuore pulsante della storia regionale, a Le Pont-de-Montvert. È qui, in questo borgo dalle solide case di granito attraversato dalle acque tumultuose del Tarn, che il 24 luglio 1702 si accese la tragica scintilla della guerra dei Camisardi, con l'assassinio dell'abate du Chayla da parte dei protestanti in rivolta. L'atmosfera conserva ancora oggi una forte identità, quasi solenne, quella "sottile atmosfera" che lo stesso Stevenson notava di fronte al tempio, segnando una netta rottura con i villaggi oltre la Manica.
«Una delle prime cose incontrate a Pont-de-Montvert, se ben ricordo, fu il tempio protestante. Ma questo non era che il presagio di altre novità. Una sottile atmosfera distingue una città d'Inghilterra da una città di Francia o persino di Scozia.»
Verso il Mas de la Barque e la Via Régordane: Terre selvagge e cavalieri
L'itinerario si allontana allora dalla scia di Stevenson per raggiungere le indicazioni del GR®72. Costeggiando il corso nascente e gioioso dell'Alto Tarn dalle frazioni isolate di Felgeroles e Le Merlet, testimoni di un'ancestrale vita contadina, il cammino serpeggia attraverso prati umidi fino allo storico vecchio ponte di pietra del Tarn. Una deviazione verso l'antica tenuta agricola del Mas Camargue, con la sua architettura tradizionale tipica della regione, è d'obbligo prima di raggiungere l'accogliente rifugio del Mas de la Barque. Il calore dell'ospitalità di questa pensione, un vero e proprio rifugio in mezzo ai pascoli estivi, invita inevitabilmente a prolungare il soggiorno per scalare il Pic Cassini. Dall'alto dei suoi 1.680 metri, la vista precipita spettacolarmente fino alle pendici boscose del Mont Aigoual. Il ritorno, attraverso le piatte lande e il bosco del Commandeur, permette di osservare la vita pastorale: i pastori che preparano minuziosamente i recinti per l'imminente alpeggio, accompagnati dal gioioso abbaiare dei loro cani e dal tintinnio lontano dei campanacci delle pecore.
Dopo una notte a volte scandita dai rovesci delle Cévennes che ravvivano i profumi della terra, il sentiero di crinale scende ripidamente attraverso secolari foreste di castagni verso il lago di Villefort. Il sole rinato illumina le acque calme, di un blu profondo, trattenute dalla grande diga. Una volta riguadagnato l'altopiano, il villaggio fortificato di La Garde-Guérin innalza con fierezza i suoi bastioni medievali e le sue torri di guardia sul bordo delle vertiginose gole del Chassezac. Questo antico covo dei "cavalieri pariers" apre maestosamente la via verso la tappa di Albespeyre, offrendo punti panoramici mozzafiato sulle scogliere di granito che si tuffano nel fiume.
Il rettilineo finale si svolge sulle grandi lastre di pietra usurate, scavate dai solchi dei carri, della leggendaria Via Régordane (GR®700). Questa grande arteria commerciale e spirituale del Medioevo collegava l'Île-de-France al Mediterraneo. Sotto i vostri passi risuona l'eco immaginaria della cavalleria franca in marcia verso sud, dei monaci in pellegrinaggio verso l'abbazia di Saint-Gilles e dei venditori ambulanti che trasportavano a dorso di mulo il vino, il sale e le preziose spezie. Attraversando la diga di Rachas e le alture rocciose spazzate dai venti di Le Thort, attraversate di nuovo l'invisibile linea spartiacque a 1.133 metri di altitudine. Il viaggio finisce lì dove è iniziato, a La Bastide-Puylaurent. Il corpo è stanco ma lo spirito è rinvigorito, la testa piena del maestoso volo delle aquile che planano sulle creste, del bagliore furtivo delle trote fario sotto le passerelle di legno, e di questa incrollabile certezza che unisce tutti i camminatori: si torna sempre nelle Cévennes.
«17 novembre: partiti all'alba da La Bastide, ho pranzato a Villefort alla locanda dei Tre Re, spendendo 17 soldi e 6 denari; spuntino e biada a Génolhac, 4 soldi e 6 denari; cena e pernottamento a Le Pradel alla locanda chiamata Fornier, spendendo 19 soldi e 9 denari.»